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La Libia nelle mani dei trafficanti
ora guarda all’Italia per una svolta

Le migrazioni per la Libia e dalla Libia sono ancora un problema e, a farne le spese, è la stessa popolazione locale. “I libici vogliono che il fenomeno immigrazione venga fermato”, ci dice Jamal Adel, un ragazzo che fa parte della tribù Tebu a Kufra nel sud-est del Paese.

“Sarebbe un’ottima cosa se il nuovo ministro dell’interno  Matteo Salvini riuscisse a fermare il problema migratorio”, ci dice un altro ragazzo che ha chiesto l’anonimato per motivi di sicurezza e che lavora per un organizzazione che monitora i conflitti a Sebha, una cittadina distrutta dal traffico di persone.

Il ragazzo aggiunge poi che “pochi giornali si interessano di quello che pensano i libici sul fenomeno migratorio ma, in realtà, noi vogliamo che questo fenomeno smetta perché sta danneggiando fortemente il nostro Paese”.

Mac K. B. Simpson, ganese ed esperto di migrazioni che vive a Tripoli, ci dice: “È importante che questo traffico sia fermato prima ancora che i migranti entrino in Libia”.

Per molti libici il problema è da ricercare soprattutto nelle Ong che operano nel Mediterraneo: “I trafficanti contano sulle ong, è già stato provato che collaborano. Inoltre alimentano le mafie libiche e italiane”, dice Adel.

“Le ong sono un’attrazione per i migranti”, aggiunge il ragazzo di Sebha: “Spesso chi fugge è disposto a rischiare la propria pelle solo perché sa che ci sono le ong nel Mediterraneo. Per quest’ultime, però, si tratta solamente di un business”.

Uno dei timori dei libici è che le Nazioni unite creino altri campi per migranti in Libia, continuando questi ultimi a rimanere nel Paese. “Tante di queste organizzazioni internazionali per i diritti umani, come l’Organizzazione internazionale per le Migrazioni (Iom) e il Centro internazionale per lo sviluppo delle politiche migratorie (Icmpd), entrambe organizzazioni che lavorano con l’Ue, vengono nel nostro Paese per dirci di abrogare la legge che stabilisce che l’immigrazione venga considerata un reato. Pensano di potere cambiare le nostre leggi senza il nostro consenso”, ci spiega il ragazzo di Sebha, che prosegue: “Pensano di poterci dare lezioni di diritti umani quando sono loro che causano le violazioni di questi diritti fomentando il traffico illegale di persone”.

La Libia del dopo Gheddafi

La Libia, dopo la caduta di Gheddafi, è diventata un Paese in preda all’anarchia, sotto il controllo di vari governi, milizie e tribù. Dopo la seconda guerra civile del 2014, il Paese è ufficialmente controllato da due governi: quello di accordo nazionale (Gna) a Tripoli e quello dell’Est, sotto l’Esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar.

Il governo di Tripoli è controllato da Fayez al-Serraj, salito al potere grazie al sostegno della comunità internazionale, ovvero le Nazioni unite e l’Unione europea. Anche l’Italia, per cercare di risolvere il problema immigrazione, si è rivolta a Serraj, che però non riesce a controllare con forza i territori sotto il suo dominio: “Senza il finanziamento dell’Italia e l’Unione europea, probabilmente il governo di Tripoli non esisterebbe nemmeno”, ci racconta il ragazzo di Sebha.

Grazie ai soldi che riceve dal governo italiano e dall’Ue, il governo di Tripoli è in grado di pagare alcune milizie in cambio della loro lealtà. Tuttavia, il governo non ha un vero e proprio esercito e  non riesce a controllare le rotte dei trafficanti che si trovano nell’ovest del Paese.

Nell’est della Libia, invece, il traffico di persone è quasi inesistente perché il generale Haftar controlla militarmente e col pugno di ferro i territori in suo possesso. “Haftar ha già detto ai migranti che devono andare via dalla Libia: userà misure drastiche per fermare il traffico di persone”, ci dice il ganese Simpson.

mappa libica 8 giugno 2018

Il generale libico punta a controllare più zone nel sud della Libia, proprio dove il traffico inizia. Ma è difficile che riesca a conquistare la lealtà delle tribù che governano l’area del Fezzan.

“Le tribù sono leali solamente a loro stesse”, ci dice Jamal. In più, grazie ai confini aperti, in Libia sono entrati molti mercenari del Ciad che ora stanno prendendo il sopravvento in alcune tribù, specialmente in quella Tebu.

La soluzione, secondo diversi libici, sarebbe quella di collaborare con i municipi libici nell’area del sud del Fezzan affinché abbiano più risorse per fermare il fenomeno migratorio.

L’accordo tra il governo italiano e quello di Tripoli dello scorso agosto è servito a tamponare i migranti via mare, ma non quelli che arrivano in Libia. “L’accordo tra il governo di Tripoli e quello italiano per fermare gli sbarchi è stato fatto in maniera davvero poco professionale – dice Adel. Il problema risiede nel controllo dei confini tra la Libia e i Paesi africani dove i migranti entrano, non fermarli sulle coste”.

La soluzione sta quindi nel controllare i confini libici. Questo perché, una volta che i trafficanti entrano in Libia, dove regna il caos, hanno il via libera per spostarsi a proprio piacimento.

In questo si inserisce la missione italiana in Niger, ora arenata. Secondo Adel, la Francia si è opposta all’iniziativa perché vuole mantenere il controllo territoriale nel Paese. Ma non solo. Le truppe francesi, secondo il ragazzo libico, lasciano operare liberamente i trafficanti sul confine con la Libia.

“Alla Francia non interessa controllare questa crisi migratoria perché non è lei a pagarne direttamente le conseguenze, motivo per cui i militari francesi spesso lasciano passare camion pieni di migranti senza controlli sul confine libico”. La Libia continua ad essere un Paese di transito per i trafficanti, e i libici stessi sembrano ormai averne abbastanza.

  • Ling Noi

    Bisognerebbe prendere i cattocomunisti, sinistrosi e vescovi vari, e OBBLIGARLI a studiarli a memoria questo articolo.

    • step

      Figurati se imparano a memoria. Questi sono dei minorati!

  • Mario Marini

    E’ notizia di poche ore fa, una ong partita dalla Libia, quindi praticamente un servizio da autentico “SCAFISTA”, ha avuto il NIET dal neo ministro dell’interno Salvini che ha detto che questa nave della ong può tranquillamente sbarcare a Malta e dopo l’assistenza ai clandestini, riportarli indietro. Insomma Salvini ha chiuso i porti. Subito il deputato europeo del PD, Pittella, che risulta ampiamente nella lista dei mercenari di Soros ha dato di matto, dicendo che devono venire in Italia, così gli ha ordinato il suo padrone Soros? Mi sa che il vento è cambiato, i pdioti NON hanno più il potere, già quel cialtrone di gino strada ha minacciato di andarsene dall’Italia…..MAGAAAARIIIIII!!!!!!! Signori, se se ne vanno dall’Italia i vari Pittella, Bonino, Kyenge, Boldrini, Saviano, Strada, ecc. L’Italia ne guadagnerà moltissimo, anzi non prederà nulla

  • Federico

    Tutto questo si sa da anni ma il Pd, la Chiesa, le ONG e le mafie si arricchiscono coi migrant e gli italiani pagano colla distruzione del proprio paese, coll’iniscurezza, col caos e domani con le sommosse non solo dei migranti predoni ma di italiani che vorranno ristabilire la legalità, poi c’è il rischio spartizione del paese con delle zone che chiedono più autonomia prima di andarsene da sé o con un paese più protettivo visto che chi governa lo fa per i clandestini e non per il proprio popolo, (Monti, Letta, PD e oggi non si è ancora capito bene ma non promette tanto). Comunque sia mi pare che Salvini sia troppo morbido, se arrivano in Sicilia la prossima volta, che facciamo, accusiamo Malta o li rimandiamo indietro chiudendo i porti come sarebbe giusto?.

    • step

      Anche per me Salvini si rivelerà troppo morbido, ormai il tessuto antropologico e culturale italiano è marcio, e prevale l’egoismo. Ci vorrebbe uno come Gengis Khan per difendere i confini. Però diamogli un po’ di tempo, suvvia. Questo governo giallo-verde può servire anche da sprone per altre nazioni, europee e non, è un bel segnale insomma. E all’estero fanno sul serio, non è come da noi.

      • Marco_Seghesio

        Capisco invece Salvini, che credo viva una situazione un po’ difficile, rispetto alle attuali regole del mare. Che sono state concepite nell’ambito di eventi eccezionali, riferiti a naufraghi/clandestini, salvati altrettanto eccezionalmente da navi mercantili, che erano in tutt’altro affaccendate (tra l’altro a gravi costi e con incerto ristoro degli oneri, da parte dei pur riconoscenti naufraghi).
        Credo che in questi anni, in cui vi e’ una vera invasione epocale, con navi mercantili o ONG che svolgono esclusivamente questo tipo di salvataggio, operando nel Canale di Sicilia, ma battendo bandiera straniera. Avvalendesi pero’ delle tradizionali leggi internazionali, per sbarcare in Italia vere masse di naufraghi.

        In un Europa fatta di stati singolarmente egoistici e poco capaci di una visione continentale d’insieme, ritengo che i ben noti “personaggi” riescano a far passare agli europei questa invasione.
        Per ipotesi di scuola (anzi “squola” :) immaginiamo che una nave di soccorso batta bandiera olandese e salvi piu’ volte centinaia di naufraghi nel Canale di Sicilia, avvalendosi delle leggi internazionali per sbarcarli invece in Italia.
        Questi ipotetici olandesi potrebbero allora continuare a strafregarsene di questo problema e magari un giorno alzerebbero persino dei loro confini, per impedire che quei precisi clandestini di entrarci. Eppure sono stati recuperati da una loro nave olandese, specificatamente operante nel soccorso. E che, a tutti gli effetti, in acque internazionali, sarebbe stata parte integrante del loro territorio nazionale, come ne denota del resto anche la loro bandiera.
        Secondo me bisogna quindi cambiare questa norma: se un paese si fa carico giustamente dei naufraghi, lo deve fare fino in fondo, non dare la “patata bollente” a quei paesi, come l’Italia, che finiscono di subire in maniera totalmente passiva, iniziative altrui.

        Porti quindi i naufraghi in Italia, per poter cosi’ ritornare quanto prima nel teatro di salvataggio ma, beninteso, che i naufraghi da essi salvati, dovranno viaggiare nel paese di bandiera, con tutti i relativi oneri, lasciando l’Italia totalmente indenne.
        Solo cosi’ gli europei potranno capire cosa sta avvenendo e forse, dico forse, decideranno di cooperare, prendendo insieme piu’ adeguate iniziative in Africa, concordante politiche e forze militari comuni. Il tutto nel maggior bene di TUTTE le persone coinvolte, a parte ovviamente i cosiddetti “poteri mondialisti” o comunque si vogliano definire.

      • Emilia2

        Non l’egoismo, prevalgono di piu’ la carita’ cristiana, o l’umanitarismo democratico, che dicono che non si puo’ respingere nessuno. Ci vorrebbe uno come Stalin

    • thalia

      Fa comodo anche agli italiani visto i risultati…a quelli alti però!

  • Gioachimo Liera

    Buon è l’inizio di Salvini….chiudere i porti…e la marina EU dovrà respingere i clandestini in mare…..
    La colpa ricade sulli’incapace Gentiloni cha ha perso anni a discutere fatue solutzioni consentendo a Omar el Muktar di creare bande armate per il fiume di clandestini di provenienza centro africana..
    Doveva consentire Bengasi di derimere le questioni degli arrivi a Sabha,,,,,dando loro aiuti militari e lasciarli a combattere la bande criminali di Al Muktar.
    Ma il sindaco di Napoli Gigino e i Pittaea di questo mondo e tutti coloro che vogliono arricchirsi con questi disperati insorgerrano….metteli in galea per “insider trading eome le ONG”.
    BASTA

  • fabiano199916

    Potrebbero essere le forze armate italiane a proteggere i confini libici se il governo libico lo permettesse

    • Marco_Seghesio

      Credo che finche’ non ci sara’ una comune politica, una comune strategia e un comando confederale comune, forse e’ meglio di no.
      Sappiamo bene che se, l’Italia si impegnasse in Libia, gia’ cosi’ sarebbe un’impresa difficile e piena di incognite. Se poi inglesi, francesi ed americani, pur mettendo la barbe finte, ci venissero in quel posto, temo rischieremmo veramente un ennesimo disastro politico-militare.

    • thalia

      NOOO! Abbiamo sbagliato di nuovo, qui ci voleva ben altro.

  • Sterminator

    Non sono migranti bensì clandestini. Il migrante viene con documenti alla mano ed il posto di lavoro che lo aspetta.

  • thalia

    Io vorrei sapere chi è che comanda in questo folle paese, Un sindaco che si permette di dire che la nave sbarchi a Napoli i clandestini, non crede che anche questo sia suolo italiano che abbisogna di permesso oppure crede sia territorio privato sia casa sua? qui arrivano e gettano tutto ciò che a loro piace, il Ministro dell’economia non è d’accordo e quello del parlamento sta sostituendo la Boldrini? Abbiamo fatto di nuovo bingo a quanto pare! mi sa che dalla padella siamo caduti sulla brace!

    • Mario Marini

      Decide il governo e il ministro dell’interno, non certo quel cerebroleso di de Magistris…….

      • Alan Canzian

        Si ma io mi domando, (non sapendolo), se un sindaco può parlare in questo modo rispetto a ciò che dice un ministro, senza pagarne le conseguenze.
        Voglio dire; Dissentire può anche andar bene, ma invitare a contravvenire ad ordini che arrivano dall’alto in una scala gerarchica che lo vede sottostare ad un ministro, non dovrebbe fargli passare dei guai?

  • Marco_Seghesio

    A mio giudizio se Salvini ritiene di risolvere la questione solo cercando di dare a Malta la “patata bollente”, forse non ci siamo ancora. Credo si debba puntare piu’ in alto.

  • montezuma

    Una comunicazione di quei buontemponi dell’UNHCR (con dovuto rispetto per chi lavora onestamente) di poco fa afferma che l’accoglienza è un dovere. Un’occasione per dire che questa immigrazione va bloccata senza alcuna esitazione! E senza ulteriori perdite di tempo.

  • best67

    guarda a noi,ma gli appalti li fa con la francia!

    • luigirossi

      In Libia estraiamo piu’ petrolio che ai tempi di Gheddafi:INTERVISTA DEL PRESIDENTE DE SCALZIBSTt67 racconta balle e non ha il coraggio di firmarsi Potier.

      • best67

        ?! la selex (ora leonardo) aveva un ottimo appalto per l’assistenza al traffico aereo sugli aeroporti libici,che ora non ha più!

      • best67

        p.s.,ma potier,te lo sogni anche la notte?

        • luigirossi

          E’ lui e gli idioti boriosi che lo pagano a sognare di dominare gli italiani.Certo devo ammettere che quelli come lui mi stanno ENORMEMEMENTE SULLE PALLE.Ma non solo a me.sono odiatissimi anche in USA.gli inglesi non li possono vedere,gli spagnoli gli urinerebbero in faccia.Loro sono fatti cosi’ d’altronde venerano uno scalzacane come De Gaulle,sommamente buffo e barzelletta d’Europa.

  • potier

    ho già belle che capito, questi vogliono soldi, il mondo gira sempre attorno a quelli, una volta pagato il pizzo tutto si aggiusterà cari miei …

    • Mario Marini

      Si trasferisca lei in libia e li mantenga a sue spese

      • Marco_Seghesio

        Per fortuna che in questa situazione abbiamo dei “dritti” che ci riportano alla realta’. Massi’ bastava foraggiare meglio i libici e loro ci tenevano a bada per noi centinaia di migliaia di africani che invece puntano, oggi o domani, all’Europa…e quindi all’Italia ; )

    • luigirossi

      @disqus_FRRBAA8Zcp:disqus
      i soldi li stanno avendo da noi,pagliacci gollisti.Il gasdotto,Italia Libia non è ancora stato spostato in Francia,i nostri contratti valgono ancora, voi siete fuori dai giochi anche perchè giochi in quel caos da Voi provocato non ce ne sono.

    • luigirossi

      @disqus_FRRBAA8Zcp:disqus
      SI DICE HO BELL’ E CAPITO .Vai a studiare,testa vuota

  • John C.

    Tutta l’Africa e’ un casino da quando gli americani hanno costretto gli europei, Inglesi compresi, ad abbandonare le colonie. E adesso pretendono di infognare l’Europa di africani. La politica americana, guidata dai giudei, dalla guerra adesso e’ di ridurre le nazioni e popoli europei al niente. Le nazioni e popoli d’Europa non hanno nemici piu’ spietati dei giudei e gli americani.

    • Emilia2

      Veramente contro le colonie europee era anche abbastanza l’Unione Sovietica

  • Antonio Pacinotti

    Un’altra cosa. Questi non sono migranti…. Su! facciamo che chiamarli nel modo giusto, questi sono clandestini. Esiste nei giornalisti sempre intrinseca questa paura delle terminologie. Ma noi dobbiamo chiamarli CLANDESTINI.

  • Bragadin a Famagosta

    La libia deve essere rioccupata dall’Italia

  • montezuma

    Un titolo a caso, “L’Europa (quale?, ndr) sceglie la linea del silenzio”!! No cari miei, l’UE se ne fregava altamente prima e se ne frega ancor di più ora. Adesso sentirete i piagnistei sui minori, le donne incinta, … come se a qualcuno importasse!

  • luigirossi

    Come emerso da un inchiesta di QUORA per il 62% degi italiani LA FRANCIA E’ IL NEMICO.In “europa” e fuori bisogna considerarla come tale e tornare ai bei vecchi tempi del 2003 quando facemmo venire un’attacco di cuore a Chirac andando un Iraq.

    • Emilia2

      Anche la Germania, dal Medio Evo in poi.

  • montezuma

    Ieri ho ascoltato le interviste a un Francese e a uno Spagnolo di non so quale c…o di ONG che, evidentemente per il blocco dei porti, affermavano che il soccorso (ai migranti, più sono meglio è) deve avere priorità su ogni altra considerazione. Bravi, è allora perché non portate questi 629 a Marsiglia e Valencia????

    • Marco_Seghesio

      La solita “gatta morta” della Merkel ci ha dato un’ennesima perla di intelligenza, dicendo che “Le parti (vulgo Italia e/o Malta) adempino i doveri umanitari”.
      Cancelliera, la cosa non sarebbe piu’ pratica se la nave olandese “Seefuchs”, noleggiata dalla ONG tedesca “Sea Eye”, armata al solo scopo di salvataggio, non abbia logica destinazione finale dei naufraghi in uno di questi due paesi ? In questo caso stia sicura che l’Italia Le dara’ ogni tipo di supporto. Danke schon

      • montezuma

        Infatti. DUE navi, UNA ALLA MERKEL E UNA A MACRON. Dopo (SOLO DOPO), le loro chiacchiere assumerebbero un altro tono. Bitte schon!

  • Marco_Seghesio

    Credo che la signora Merkel sia sempre dietro agli eventi, mai davanti…
    Adesso ha scoperto che ci vuole una “guardia costiera europea”.
    Ma signora, secondo me ci vuole ben altro che una “guardia costiera europea” (che invece puo’ benissimo continuare a rimanere nazionale): ci vuole una politica internazionale concordata e, subito dopo, un comando UE comune, per farsi sentire in Africa e in Medio Oriente.
    E le propongo di far fischiare un orecchio al Suo compare, l’emerito brillantissimo monsiuer Macron.