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L’Isis dichiara guerra ad Hamas
È scontro nell’islamismo radicale

In un filmato della durata di circa 22 minuti l’Isis dichiara guerra a Hamas, indicata come colpevole di non aver difeso Gerusalemme dal recente suo riconoscimento come capitale d’Israele da parte dell’amministrazione Trump. Hamas viene inoltre accusata dall’Isis di collaborare con alcuni Paesi occidentali e di combattere gli ebrei esclusivamente in Israele.

Nel filmato viene immortalata anche l’esecuzione di Musa Abu Zamat, un membro dell’Isis nel Sinai (Wilayat al-Sinai) accusato di aver inviato armi a Hamas attraverso uno dei tanti tunnel clandestini che dal confine egiziano sbucano a Gaza. L’autore dell’esecuzione è successivamente stato identificato come Muhammad al-Dajani, ex membro del ramo armato di Hamas a Gaza (le brigate Izzedeen al-Qassam), successivamente arruolatosi nell’Isis. Il predicatore che invita a colpire tribunali e caserme di Hamas a Gaza è invece noto come Abu Kazem al-Maqdisi.

Nella giornata di giovedì il portavoce di Hamas, Salah Bardawil, ha bollato il video come “propaganda sionista che utilizza strumenti arabi per distorcere la resistenza”.

Uno scontro interno all’Islamismo radicale

Le diatribe tra Hamas e salafiti a Gaza sono di vecchia data e basta pensare al caso Arrigoni ma con la “dichiarazione di guerra” dell’Isis la situazione sembra entrare in una nuova fase di esasperazione dello scontro con il ramo salafita che accusa Hamas di essere più attenta ai propri interessi economici nella Striscia di Gaza piuttosto che alla lotta contro il “nemico sionista”, al punto da invocare la lotta armata contro il ramo palestinese della Fratellanza.

Una situazione singolare in quanto si è di fronte a una guerra tra due organizzazioni radicali di matrice sunnita che, almeno in teoria, dovrebbero lottare contro il medesimo nemico, lo Stato d’Israele. Se la guerra in Siria ha di fatto portato a un vero e proprio scontro nel mondo islamico tra sciiti in supporto di Bashar al-Assad e gran parte del mondo sunnita in favore delle forze anti-governative, con la dichiarazione di guerra dell’Isis nei confronti di Hamas si rischia uno scontro in ambito tutto sunnita.

La “leva sciita” è in ogni caso un elemento strategicamente importante e non è certo un caso che l’Isis ha accusato Hamas di godere dell’appoggio dell’Iran nonché di mantenere legami con le milizie sciite libanesi di Hizbullah.

Dal canto suo Hamas accusa l’Isis di non aver mosso un dito contro Israele e ricorda i decenni di lotta messa in atto dall’organizzazione fondata dallo sceicco Yasin.

Già la scorsa estate i segnali di un inasprimento dello scontro tra i due gruppi erano più che evidenti: a giugno un assalto a una postazione delle guardie di confine israeliane veniva rivendicata dall’Isis e poi smentita da Hamas che la attribuiva a due militanti del Fronte Popolare e a un proprio miliziano.

Due mesi dopo, il 17 agosto, Hamas rendeva noto che un kamikaze dell’Isis si era fatto esplodere contro alcuni membri del ramo armato di Hamas che tentavano di impedirgli di infiltrarsi in Egitto.

La lotta per il controllo di Gaza

Risulta palese che la lotta tra Isis e Hamas ha come obiettivo il controllo della Striscia di Gaza più che la “resistenza” contro Israele.

Il ramo palestinese dei Fratelli Musulmani controlla capillarmente la Striscia di Gaza dal gennaio 2006 dopo una controversa vittoria elettorale alla quale seguirono delle purghe nei confronti dell’organizzazione al-Fatah, uscita sconfitta dalle urne.

Da allora qualsiasi forma di dissenso nei confronti di Hamas all’interno della Striscia è duramente repressa, inclusa quella contro le varie cellule salafite.

Se da una parte i salafiti hanno aumentato la propria influenza a Gaza, grazie anche alla durissima situazione socio-economica degli abitanti che ha portato Hamas a una perdita di consenso, dall’altro sono costante target delle “forze di sicurezza” di quest’ultima, che punta a eliminare qualsiasi presenza che possa mettere in discussione la propria autorità. Una lotta tutta interna al radicalismo sunnita in un contesto già esasperato da anni tumultuosi che rischiano di far ulteriormente precipitare la situazione, tutto a vantaggio di Israele.

  • http://vincenzomannello.it Vincenzo Mannello

    tutto sommato,esattamente il desiderio di israele : annientare Hamas,unico baluardo contro la annessione diretta di Gaza !! Se consideriamo l’aiuto massiccio in armi,bombardamenti ed ospedali che Netanyahu fornisce ad Isis in Siria chi si stupisce ?

    • Ernesto Pesce

      chiaro, limpido, IS (is) IS (raele). terroristi e sionisti in braccetto

      • Mariagrazia Vianello

        Ma non sono Israele ed Hamas a braccetto?