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La più pericolosa centrale nucleare

Da Metsamor (Armenia). Una manciata di minuti a mezzogiorno. Una scossa di 6,9 della scala Richter metteva in ginocchio un piccolo paese di circa 35mila abitanti nell’Armenia del nord. Quel 7 dicembre 1988 a Spitak c’era neve ovunque, quasi ad attutire i rumori della terra che tremava e i dolori della gente. Per i bambini e ragazzi ancora a scuola, quella mattina la campanella non ha più suonato. Sono state contate oltre 25mila vittime.

A settantacinque chilometri dall’epicentro, e neanche trenta dalla capitale Yerevan, c’è Metsamor. Una serie di palazzoni del classico immaginario architettonico sovietico, abitati da poco più di 10mila persone. Una scuola che fa da asilo, elementari e medie, un presidio sanitario, una palestra e una manciata di botteghe dove si può trovare di tutto. Fondata negli anni ’70 per dare alloggio ai lavoratori della omonima centrale nucleare, adesso è un crocevia di esistenze disparate in mezzo a strutture fatiscenti. Militari, disoccupati, rifugiati. Un migliaio gli operai rimasti. Il vecchio Sporting Complex, la Casa della Cultura e il lago artificiale sono ormai fantasmi. Ovunque mura crepate dalle scosse telluriche.

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A meno di venti chilometri il confine turco e poco più in là il Monte Ararat, tanto sacro alla cultura armena. Secondo la Bibbia, sulla sua vetta arrivò Noè sopravvivendo al Diluvio Universale. Per la cristiana Armenia, una grande sofferenza poterlo vedere e non toccare. I rapporti tra i due paesi continuano a rimanere freddi e i confini chiusi. Il mancato riconoscimento del Genocidio del 1915 da parte del Paese musulmano risulta uno dei nodi fondamentali ancora da sciogliere.

Appena fuori Metsamor iniziano campi sterminati che arrivano fino alla zona invalicabile attorno alla centrale. Durante l’estate le quattro torri di raffreddamento si stagliano nette all’orizzonte. Sorvegliano dall’alto, ben visibili, ogni quotidianità. Inverni rigidi e temperature raramente oltre i -10° li nascondono in una coltre bianca di ghiaccio e nebbia. Nel 1989 il governo sovietico decise di chiuderla allertato dal terremoto dell’anno precedente. Col crollo dell’Urss e l’urgente fabbisogno energetico, il governo armeno fu spinto nel 1995 alla sua riapertura.

La centrale di Metsamor è l’unica funzionante fuori dalla Russia che continua a montare due vecchi reattori di progettazione sovietica ormai obsoleti, VVER440, di cui soltanto uno ancora attivo. È croce e delizia per i pochi armeni davvero interessati alla sua presenza sul territorio. Oppositori e sostenitori spesso mossi non da vere personali riflessioni, ma da interessi economico-politici. Chi vi scorge motivo di orgoglio nazionale e modernità, chi la ritiene una spada di Damocle sulla testa degli abitanti di questa fetta di Caucaso. Ricerche realizzate da Turchia e Azerbaijan, nemici giurati, sono per la sua immediata chiusura; quelle della stessa Armenia e Russia inevitabilmente favorevoli.

«La centrale è molto importante perché produce circa il 30-35% del fabbisogno dell’intera Armenia, però dal punto di vista della salute degli abitanti è estremamente pericolosa», esordisce così Hakob Sanasaryan, capo del partito dei Verdi armeno, da una stanza del Ministero per la Protezione della Natura, in pieno centro a Yerevan. Siede a una scrivania, in un ambiente scarno ed essenziale. Risponde a fatica alle domande. I vecchi stereotipi da regime sovietico fatti di controlli e diffidenze continuano a essere forti. Però va avanti: «La questione della sicurezza è stata discussa molto sia ai tempi dell’Urss che successivamente. La zona dove è stata costruita la centrale è sismica e quindi pericolosa. Anche spendendo tutti i soldi possibili la sicurezza non si può mai garantire».

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Di parere diametralmente opposto è ovviamente Movses Vardanyan, direttore della centrale. Il suo ufficio si trova all’interno della stessa. La stanza è molto grande, così come le due finestre. Una scrivania e un tavolo da dieci posti. Pareti bianche e disadorne. Le fotografie sono proibite per motivi di sicurezza. È cordiale e sorridente. Sembra ben istruito su cosa dire. «La centrale è molto sicura. Dopo il terremoto ha avuto una serie di rinforzi strutturali. Attualmente è in funzione soltanto l’Unità 2. Vi lavorano comunque 1.700 dipendenti, di cui almeno 900 vivono a Metsamor». E con una punta di orgoglio, prima smentisce la vox populi per cui erano presenti importanti coinvolgimenti russi nella gestione della centrale, poi conferma il suo mantenimento fino al 2026.

«Secondo una decisione del governo armeno, nel 2018 inizieranno la costruzione di una seconda centrale nucleare che finirà nel 2026, chiudendo così la prima. Pur avendo terminato il suo utilizzo consentito nel 2016, continueranno a usarla finché non avranno costruito la nuova», aveva spiegato Sanasaryan qualche giorno prima. «Anche l’Unione Europea preme da diversi anni per una sua chiusura. Secondo me è inammissibile costruire una seconda centrale nella medesima zona altamente sismica. Gli stessi soldi che servono per realizzare una nuova servono anche per smantellare la vecchia sia in termini di messa in sicurezza sia di gestione delle scorie. Per il popolo armeno, questo è un altro aspetto, oltre quello della salute. Infatti questa mossa andrebbe a incidere ancora di più sulle tasse della gente».

Benik aspettava invece affacciato alla finestra dell’ultimo piano dell’anonimo palazzo sovietico dove vive. Uno scricciolo d’uomo che arriverà sì e no a un metro e sessantacinque. Capelli bianchi e sigaretta in bocca. Rughe come quelle del soffitto del salotto. Occhietti ancora vispi su un viso da ottantenne. Ha 68 anni e nel gennaio 2017 è andato in pensione. Ha lavorato per più di vent’anni nella centrale. Per lui era un lavoro come un altro. Non ha mai avuto paura, e ne era contento. «In effetti gli stipendi medi percepiti dagli operai sono sui 700 dollari, nettamente superiori alla media del Paese» spiega. «Con la fortissima disoccupazione presente, la possibilità di un lavoro del genere significa sopravvivenza per te e la tua famiglia. Poco importa la sua pericolosità, reale o presunta.

A un paio di chilometri da casa di Benik vive la signora Anahit con le sue due figlie, Sima e Haykuhi. Moglie di un militare di stanza nella zona, non ha mai scelto di vivere nella Valle dell’Ararat. «Non abbiamo paura della centrale», racconta. «Ma si sente che è molto radioattiva. Spesso abbiamo mal di testa perché l’aria è diversa».

«Quando è caldo, il fumo è pesante e fastidioso. Ma l’inverno tutto sembra normale», aggiunge Ruzan, contadina di 51 anni. «Da più di trent’anni abito qua assieme a mio marito. Il governo non ha dato agevolazioni e non fa niente per aiutare la gente che vive attorno alla centrale. Noi produciamo vodka dalla nostra uva, e la terra è il nostro unico sostentamento. I campi vicino alla centrale non hanno l’irrigazione e non arriva l’acqua. È davvero dura non far seccare il raccolto».

È quasi l’ora di pranzo e Arshak chiacchiera tranquillamente con suo figlio Zhora davanti all’entrata della serra. Ha 60 anni ed è un ricco proprietario terriero. Possiede vivai dotati di acqua e può coltivare anche durante le gelate invernali. Racconta con soddisfazione dei suoi broccoli e dei rifornimenti che riesce a fare ai più grandi supermercati di Yerevan.

La maggior parte della popolazione armena vive di coltivazioni e allevamento. Ma come ricorda Sanasaryan: «Non ci sono studi e dati sulle condizioni di aria, acque e terra in quella zona. Con l’Urss era tutto monitorato, sia all’interno della centrale sia nelle zone circostanti. Adesso controllano soltanto dentro. Quindi non ci sono informazioni. Però si può dire con sicurezza che nel raggio di un chilometro di una qualsiasi centrale nucleare funzionante siano presenti gas inerti che producono cambiamenti a livello molecolare sia nel mondo vegetale che umano».

In l’Armenia è notte fonda, così scura come le strade della sua Metsamor quando allo scoccare della mezzanotte spengono i lampioni per risparmiare elettricità.

Stefano Morelli

  • marcot

    Il problema dell’obsolescenza delle centrali nucleari in futuro si presenterà massicciamente in tutti i paesi che le possiedono. Basta una crisi economica ed ecco che finiscono i soldi per effettuare la manutenzione di impianti che non possono essere lasciati a sé stessi. Con conseguenze enormi su ambiente e salute. Ecco perché l’Italia, una volta tanto, ha fatto bene ad abbandonare questo tipo di produzione energetica.

    • etgd

      Le centrali straniere a meno di 200 km dal confine sono 27.

      • giuseppe 97

        quali confini, i loro dove sorgono le centrali, quindi come Francia che confina con la Germania, i nostri…. Ma sì, che volevi dire dal nostro confine.

    • Ilario Fontanella

      Peccato che le ex centrali Italiane ci costino miloni di euro per la loro manutenzione, visto che non producono, compriamo una bellissima moto, ma siccome è pericolosa non la usiamo, ma la dobbiamo tenere lucida e assicuata,

      • marcot

        Precisamente questa è la dimostrazione che l’energia nucleare sia stata il più grave errore della storia umana: le centrali nucleari non sono nemmeno smantellabili. Per quanto tempo pensiamo ancora di poter fare manutenzione delle centrali? Un secolo? 200 anni? 500 anni? Prima o poi non saremo più nelle condizioni di manutenerle, e ci troveremo decine di Fukushima e Chernobyl che ci scoppieranno in faccia in giro per il mondo. Averle realizzate è stato un errore dalle conseguenze drammatiche. Continuare a costruirne è pura idiozia.

        • Giorgio Pulici

          Idiozia è stato non costruirle visto che siamo circondati da nazioni che le hanno fatte. Noi abbiamo solo i rischi senza i benefici. E poi guarda che a Fukushima i morti sono stati causati dal maremoto , non dalla centrale. Leggi il rapporto dell’agenzia dell’ONU

          • best67

            gli antinuclearisti hanno sempre campato col catastrofismo!ma intanto,la centrale di chernobyl,ebbe l’incidente non durante il funzionamento ordinario,ma quando durante un ciclo manutentivo fu fatta una simulazione di guasto (se ricordo bene),mentre a fukushima,l’eccezionalità è stata data dal terremoto con conseguente tsunami,caratteristiche tipiche del territorio giapponese,ma non di tutto il mondo!all’indomani di fukushima un tale ebbe a dire che se fosse accaduto da noi,in una ex centrale nucleare sul lido di Latina,si sarebbe dovuto evacuare Roma!come dire che se al posto della diga del vajont,si fosse aperta quella (mostruosità cinese) delle diga “tre gole” ,avremmo avuto 2 milioni di morti,visto che la predetta diga è estesa per oltre centomila ettari!

          • wolframo zuccolo

            la diga del Vajont non si è aperta , è sempre lì intera…
            fu un masso a cadere nell’ invaso e a sollevare un onda di 200 metri che scavalcò la diga , ma la diga è ancora lì

          • best67

            infatti ho usato l’espressione “aperta”!espressione che nelle dighe indica l’apertura delle valvole di scarico per eccessiva pressione e/o livello dell’acqua nel bacino!

          • PEPPE

            Potresti andare li a farti delle belle inalazioni. Buone vacanze.

        • albertzanna

          A Bologna c’è un detto: ad ognuno il suo mestiere, e i contadini a mietere.

          Si legga “il Progetto Manhattan”, la storia della costruzione della prima pila all’uranio, dei vari tentativi per ottenere l’U 235, ma tutti seguiti da effettive strutture per ottenerlo.

          E nel mondo successivo tutti dovettero, giocoforza, dipendere dagli Stati Uniti per imparare come costruire le centrifughe per ottenere l’U 235 e per sapere come costruire le centrali nucleari.

          Chi ha preso dai progetti americani, pagandoli, oggi produce energia atomica, e di conseguenza energia elettrica, in modo corretto, e i reattori nucleari oggi sono diventati talmente sicuri che la probabilità di incidenti gravi è ridotta molto vicina allo zero.

          Chi invece ottenne una tecnologia similare furono i russi, che ne vennero in possesso attraverso le spie prezzolate che trafugarono parte dei piani, ma non il tutto, per cui le centrali russe (sovietiche), sono tutt’ora impianti con percentuali di sicurezza forse al 70%, a sono quelle che poi hanno vendute a paesi loro simpatizzanti (Nord Korea, Cina, Pakistan, India, Iran)

          Con questo intendo dire, sig, marcot, che lei, tanto per cambiare, fa propaganda stile pacifintista, che se l’energie atomica si potesse ritorcere solo contro gli odiati Stati Uniti, allora a lei andrebbe bene che in USA ci fossero centrali atomiche sovietiche ogni 10 km, ma se le centrali stile sovietico sono da altre parti, Russia e stati ex comunisti, o arabi, o cinesi orientali, allora fate le battaglie ecologiste contro il nucleare, e vi va bene che la Cina, e l’India, oggi siano responsabili del 60% dell’inquinamento dato da centrali elettriche a carbone.

          Lei è di una ipocrisia quasi cosmica, ma non per questo meno puerile

        • Ilario Fontanella

          infatti gli americani le montano sui sommergibili e sulle portaerei che si possono portare in giro,

    • Giorgio Pulici

      Ha fatto talmente bene che siamo dipendenti dalla Francia anche per l’energia elettrica, abbiamo il costo maggiore d’Europa e di conseguenza la maggiore disoccupazione. Proprio ben fatto

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

        Secondo Terna, la società che gestisce la rete elettrica italiana, importiamo il 14% da a) Svizzera (quasi la metà) da b) Francia (1/3) e il resto da Slovenia e Austria. Va però anche detto che buona parte dell’elettricità prodotta in Italia dipende da forniture di materie prime provenienti dall’estero.

        • giuseppe 97

          in centro Italia d’estate quando chiudono le ditte, Terna chiude le centrali che si alimentano con con le energie alternative, perchè erogano troppo. Che maledetti, ma non possono abbassare il prezzo o regalarne una parte ai cittadini e lasciarle funzionare? In fondo è energia gratuita, non ha consumi.

  • http://www.auramaga.net Auramaga

    Quante centrali sono ferme in Francia facendo salire la bolletta in Italia ?
    perche’ dovevano essere chiuse solo 3 mesi ed invece a 9 mesi dalla chiusura sono sempre chiuse ?
    e perche’ non si parla della prossima apertura durante la campagna elettorale ?

    perche’ le centrali nucleari belghe sono dichiarate pericolose e L’europa, i paesi bassi e la francia ne domandano l’immediata chiusura per controlli interni ?

    l’obsolescenza delle centrali europee e’ un fatto… ed e’ gravissimo che non se ne parli e non se ne sappia niente!

    • Ubimauri

      La verita’ e’ che l’ UE le centrali le sta chiudendo tutte. Con una scusa o con l’ altra le stanno spegnendo una dopo l’ altra. L’ esempio francese e’ un classico. In Lituania c’era la centrale sovietica a Ignalina: tre reattori identici a quelli di Chernobyl. Da sola alementava i baltici, la Bielorussia e un po’ anche la Polonia. Appena sono entrati nell’ UE gliel’ hanno fatta chiudere con la scusa dell’ obsolescenza e con la promessa di costruirne una nuova. I politici locali si sono mangiati un po’ di soldi che UE aveva stanziato per la realizzazione teorica del nuovo progetto, anche se tutti sapevano che di centrali nucleari in Lituania non ce ne sarebbero piu’ state.Ora hanno messo i cavi sotto il Baltico e la comprano dalla Svezia. Dalla Russia costerebbe molto meno, ma l’ UE glielo ha proibito. Non mi sorprende affatto che vadano a mettere il becco anche in Armenia per cercare di chiudere pure quelle dei paesi fuori dall’ UE.
      C’e’ qualcosa che non mi torna in questa politica europea della chiusura delle centrali. Parlano di sicurezza, ma credo che si tratti di altro.

    • C. M. Scaparrotti ★★★★

      Controlla bene: il costo della energia che importiamo dalla Francia, a prescindere di come viene prodotta, è conveniente. So che è contro intuitivo ma ti invito a controllare. poi tu sei tassato molto sulla bolletta, ma i francesi non c’entrano proprio niente.

  • quinti.dorado

    mi sembra che Berlusconi voleva il nucleare in Italia..

    • Pietro M.

      Ecco, se lo avesse potuto realizzare, oggi l’Italia non sarebbe in ginocchio come lo e’ ora.

    • Michael Guidara

      Quanto saggio e´ stato Silvio e quanto gli hanno messo i bastoni tra le ruote i responsabili del disastro attuale,verdammt….

  • Sor Pampurio

    Bel ricordino hanno lasciato i russi, no?

    • Ling Noi

      Le tecnologie obsolete ci sono dappertutto, anche nel tuo cervello.

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

        I disastri ecologici del socialismo reale sono, come gli stermini di massa, la tragica eredità del COMUNISMO.

    • Fabio Giovanzana

      “Sor Pampurio”,personaggio famoso del “Corrierino dei Piccoli”,di tanti anni fa,….che non era un’aquila!!…..Per l’appunto!!!

  • marco ferracuti

    eolico no, fotovoltaico no, gasdotti in puglia no, petrolio no, nucleare no.

    Ma l’energia elettrica come la vorreste produrre?

    • gennarino

      Fusione fredda, dispositivi che funzionano tramite il principio dell’energia del punto zero, o altre invenzioni geniali messe nel cassetto (per la gioia di petrolieri e monopoli fornitori di energia elettrica, inclusa quella prodotta mediante centrali nucleari) dove li mettiamo?

      • Ramsmeat

        La fusione è stata realizzata, ma è da perfezionare e rendere sostenibile. La fusione fredda è ancora fantascienza.
        C’è anche il problema di dove prendere l’idrogeno.

        • kyle80

          … dall’acqua…? (come in H2O, H e’ idrogeno. elettrolisi….). Senz’altro non un problema.

          Comunque, la fusione e’ piuttosto lontana dal “break even”. Non ci conterei per altri 50 anni.

        • Pietro M.

          L’idrogeno lo si prende dall’acqua (H2O). E poi ne serve pochissimo.

          • Ramsmeat

            Ad oggi l’elettrolisi non è conveniente per ricavare idrogeno, poiché dividere l’idrogeno dall’ossigeno richiede una notevole quantità di energia. Ha presente quando gli shuttle vanno nello spazio? Ecco, la spinta è data dalla reazione tra idrogeno ed ossigeno che come risultato danno acqua; la medesima energia sprigionata servirebbe per separare nuovamente i due componenti.
            Oggi l’idrogeno si ricava dal petrolio, cosa che purtroppo ci rende schiavi dei carburanti fossili. Ci sono tuttavia studi su catalizzatori per rendere più vantaggiosa l’elettrolisi, ma la strada è lunga.
            A parità di pressione e temperatura l’idrogeno è un migliaio di volte meno efficiente della benzina, in termini di energia liberata, però se si considera che l’idrogeno può essere compreso allora l’efficienza si attesta ad 1/3 di quella della benzina. Va considerato poi che l’idrogeno è pericoloso, nelle auto andrebbe stoccato ad alta pressione o anche liquido, e ciò comporta una “lavorazione” maggiore dato che va mantenuta una bassa temperatura. Considerando poi che l’idrogeno è l’atomo più piccolo, esso ha la capacità di passate attraverso i materiali.
            Dubito che l’idrogeno sarà comodo quanto la benzina ed il gasolio, però se può renderci energeticamente liberi, ripulire l’aria dal particolato e dagli idrocarburi policiclici aromatici, sono pronto a rinunciare ad un po’ di comodità ed efficienza.

          • Pietro M.

            Quanto scrive e’ vero se intende bruciare l’idrogeno, cioe’ O + 2H –> H2O. Cosi’ facendo l’energia che si ricava dalla combustione e’ minore di quella usata per il processo inverso, cioe’ l’elettrolisi.
            Io pero’ non mi riferivo alla combustione, ma alla fusione, cioe’ H + H –> He. Qui non importa quanta energia sia necessaria per l’elettrolisi, poiche’ quello che si ottiene e’ un’energia milioni di volte maggiore.

          • Ramsmeat

            La fusione richiede in ogni caso pressioni estreme ed il calore sviluppato, che è enorme, va dissipato. Qualche anno fa ricordo che testarono un reattore a fusione, ma la tecnologia per rendere questa fonte di energia utilizzabile con profitto è lontana.
            Attualmente in chimica inorganica si stanno studiando vernici che simulano la fotosintesi, al fine di rendere le abitazioni autosufficienti e senza l’utilizzo di pannelli solari.

          • Pietro M.

            Vedremo chi arriva primo: la fusione o le vernici (o magari il torio). E con quali rendimenti, costi e benefici. Lo dico sinceramente, non mi interessa chi vincerà, purché faccia presto e non bari.

      • Giorgio Pulici

        Mi sembri uno che crede ancora a Babbo Natale e alla Fata Turchina

        • Fabio Giovanzana

          Non è così,mi creda!Lo “stato” non fa nulla per “agevolare” piccoli progetti alternativi(sia per la produzione di energia,che nel risparmio),anzi tende a frenarli,per paura di perdere “accise”,con infiniti lacci e lacciuoli.Mi creda,ne so personalmente qualche cosa!!!

      • Fabio Giovanzana

        Condivido la sua domanda.Esiste poi(per lo meno in Italia),tutta una legislazione,un freno burocratico-costituzionale,finanziario(nessun aiuto),su qualsiasi iniziativa,volta alla produzione di qualsiasi energia,che possa sfuggire,alla MATTANZA delle accise,che mirano solo a non perdere un euro,di questa anacronistica tassazione medievale!!!

    • percival656

      Io a tutti quelli che pontificano sulla pericolosita’ di ogni tipo di fonte energetica gli staccherei la connessione con la rete elettrica nazionale e li obbligherei a prodursela da soli pedalando su una cyclette in collegata ad una dinamo………
      Molto facile criticare. Molto difficile portare soluzioni concrete.
      La gente non si rende conto che la schiavitu’ non e’ stata abolita per un improvviso soprassalto collettivo di buon cuore, ma unicamente perche’ le macchine a vapore prima e quelle a scoppio poi hanno reso disponibile una grande quantita’ di energia a basso costo. Triste, ma vero.

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

        L’Austria è un paese che non produce energia nucleare e che importa il 17% dell’elettricità che consuma di cui 1/3 è prodotta da centrali nucleari.

      • Raoul Pontalti

        Ingegnere con la mentalità del ragioniere (o del geometra ciò che è lo stesso) per la raccolta manuale (che per certi prodotti agricoli di pregio si effettua tuttora nelle migliori aziende agricole oltre che nelle aziende obsolete tipiche di molte zone d’Italia dove si usano però gli schiavi extracomunitari) ) nei campi non vi furono conseguenze ai tempi della rivoluzione industriale indotta dalla macchina a vapore e a rendersi progressivamente obsoleti furono inizialmente gli animali da lavoro. Non vi è dunque correlazione alcuna tra macchina a vapore e poi motore a scoppio e abolizione della schiavitù, considera inoltre che persino nell’antico Egitto e in Mesopotamia l’energia per la trazione, la molitura del grano, delle olive, etc. era fornita da animali non da schiavi e la realizzazione degli imponenti monumenti di quelle civiltà (come piramidi e templi colossali) è legata ad abili artigiani assunti e retribuiti come tali non da shiavi come i banans credono.(ma che razza di testi di storia dell’economia leggi Tu o ingegnere?).

        • telepaco

          Ahahaahahha mi fai sempre ridere, a volte sono d’accordo su quel che scrivi, altre completamente contrario alle tue idee, specialmente quando difendi maldestramente l’Islam, ma una risata su come tratti gli argomenti e il modo di esporli me la togli sempre :)

        • best67

          sei uscito fuori testo!

    • Giorgio Pulici

      Credo che i verdi siano favorevoli alle scoregge delle vacche…

      • best67

        ma gli animalisti sostengono che i poveri ruminanti sono maltrattati perché il loro metano biologico viene preso tramite un sondino anale che lo porta ad un serbatoio posto sulla schiena dell’animale!in australia invece “catalizzano” con idonee compresse i locali ovini,perché anche loro (gli ovini) contribuiscono all’effetto serra!

      • Raoul Pontalti

        E ai rutti delle medesime tra l’altro contenenti gas serra (metano prodotto dal Metanobacterium ruminantium del rumine).

    • best67

      con le biomasse umane (prese dalle fogne)!
      p. s. scherzi a parte,il problema è (o meglio è stato) che noi fessi Italici, abbiamo rinunciato al “nostro ” nucleare per la fobia di Chernobyl, mentre molte pericolosissime centrali,a tecnologia comunistica orientale sono rimaste in servizio!
      per non parlare dell’oscenità della centrale di Montalto di Castro , progettata per il nucleare e (ri)convertita a carbone! un’operazione costosissima scaricata sul contribuente e parzialmente inutile,visto che a tutt’oggi la predetta centrale funziona poco causa alti costi di gestione!il tutto perché convertire al convenzionale un impianto nucleare è come pretendere che un carro , concepito per essere trainato dai grandi cavalli delle Fiandre,vada alle stesse velocità e carico, ma trainato dai pony delle shetland!

      • marco ferracuti

        lavoro per una società che, tra le altre cose, produce energia da fonti rinnovabili…e quando si parla di biomasse la gente protesta a prescindere.
        Pensi lei che abbiamo protete per una centrale che produce energia bruciando paglia.

        • mariolino

          IO ho lavorato anche in centrali a biomassa, scarti di legno, vinaccia e gusci di nocciole, ma inquina anche quella roba lì, se ci lavora lo sà, la differenza con un inceneritore è solo il carbone attivo aggiunto nel trattamento dei fumi, il resto è identico.
          Purtroppo tutte le combustioni inquinano, quelle non controllate anche di più, come la legna bruciata liberamente, in altri paesi hanno vietato i camini in città,e pure le stufe a pellet, chi dice che non inquinano non sa di cosa parla.

        • best67

          ormai la gente è talmente istupidita dai soloni della rete che ha fatto del “nimby” una costante! però il 6/7 % dell’energia elettrica mondiale è assorbita da quella rete che veicola quelle assurdità!

      • mariolino

        La centrale di Montalto di Castro non è mai andata a carbone, solo ad olio pesante e gas, e non ha niente a che spartire con il nucleare, solo le opere marine sono parzialemnte rimaste, il resto non è nemmeno parente.
        Io ho lavorato sempre in una altra grossa centrale più a nord, ora chiusa, come è ferma anche Montalto e da anni, non esistono possiblità di convertire il nucleare in termoelettrico, solo alcuni impianti accessori possono restare, tipo l’anticendio o la stazione elettrica, infatti la Montalto nuova è anche abbastanza lontana dal nucleare, mai partito e venduto al rottamaio.
        Comunque il mio ex padrone, si capisce chi era, ha varie centrali nucleari di proprietà, ma all’estero, anche in Slovacchia, dove ha una centrale proprio ex sovietica, con qualche modifica, ma la sostanza è quella, hanno anche centrali a carbone direttamente in Russia, conosco di persona gente, ex colleghi, che è stata mandata la a lavorare.
        Qui hanno chiuso quasi tutto, e comprato porcherie altrove, e a noi un calcio nel culo, maledetti che non sono altro.

        • best67

          Ie prime vittime del tuo “padrone” sono state quelle piccole centrali idroelettriche che a suo tempo contribuirono al “boom” italico!

    • Raoul Pontalti

      In tuti i modi meno che con la fissione nucleare.

    • C. M. Scaparrotti ★★★★

      Questo è il paradigma dei giovani di oggi, classe dirigente di domani: AVERE TUTTO bloccando TUTTO. l’Occidente potrebbe soccombere per motu proprio, e non a causa di terzi.

  • albertzanna

    Per parlare di nucleare, centrali atomiche, si dovrebbe almeno sapere di che si parla.

    Ma qui abbiano una ampia gamma di nomignoli, i più improbabili e assurdi – Auramaga, Marcot, etgd, Ramsmeat, quinti,dorado ecc – che a criticare sono sempre i primi e i più bravi, ma a proporre ragionamenti intelligenti ………, beh, per l’appunto, dove manca la materia grigia e subentra l’inutlità politica e sociale, proprio con voi non c’è trippa per i gatti!!!

    Tutto ciò che deriva da una attività che ne generi altre ha conseguenza di inquinare e consumare. Ma vi posso capire, voi teorici del nulla, dovremmo tornare all’uomo delle caverne, o meglio, per moti di voi estimatori della menzogna, al 632 dC, quando maomatto impose il suo (falso) libro sacro alle genti più indolenti e non pensanti, fra le varie razze ed etnie del mondo, imponendo di continuare a vivere, nei secoli a venire, come viveva lui, pedofilicamente e, per scaldare la minestrina, mettere la merda di cammello secca, a bruciare nella stufetta.

    Le centrali atomiche sovietiche furono mal copiate da quelle della Westinghouse, e copiate alla maniera sovietica, basta solo vedere le strutture lenticolari delle torri di raffreddamento per rendersi conto che gli ingegneri sovietici che le progettarono prendevano il 18 politico a tutti gli esami e le discussioni di laurea. Non che i russi siano poco intelligenti, anzi, ma essere comunisti comporta l’obbligo di non pensare, e i risultati sono che tutte le centrali atomiche sovietiche sono letterali bombe pronte ad esplodere

    Così è se vi piace, ed anche se non vi piace, la realtà è sempre una cosa dura da accettare

    • Raoul Pontalti

      A parte il fatto che i Tedeschi di Hitler la pensavano come Te sulla tecnologia sovietica e vedi che fine fecero (e ad esempio , tecnologicamente parlando, si trovarono di fronte il T-34 che imitarono con il Panther ed entrambi furono considerati i migliori carri medi dell’intero conflitto mondiale), nemmeno il 18 politico devono aver rimediato i tecnici giapponesi della centrale di Fukushima se è vero, come si evince tra l’altro dal famoso rapporto AIEA del 2015, che se ne impiparono di garantire idonee misure di sicurezza per fronteggiare terremoti e consenguenti tsunami di forte intensità, dall’alto della sicumera ingegneristica (come la Tua) che presumeva la solidità del progetto tecnico sufficiente a garantire protezione.

      • albertzanna

        Ma tu, Raoul Pontabas, molto Bas, ci godi sempre così tanto a farti prendere a martellate sulle palle?

        Carro armato Panther della Wermacht, e quì la tua ignoranza e prosopopea brilla fra le stalle (non le stelle), era un carro armato leggero, e me lo vuoi mettere a confronto con il T34, che era il carro armato pesante sovietico della II Guerra Mondiale?

        Infatti il T 34 si trovò a dovere fronteggiare il TIGRE tedesco della Wermacht, che tutt’ora viene considerato il migliore carro armato pesante di quella guerra, e ovunque prese sberle a gogò. I tedeschi persero la guerra con l’invasione della Russia, perchè i sovietici applicarono la guerra della terra bruciata, davanti alle truppe tedesche che avanzarono verso Mosca, ed in ultima analisi contarono molto su un alleato che i tedeschi, o meglio il paranoico Hitler (il suo omologo attuale è Kum Jong un) non avevano considerato, che fu il principale artefice della sconfitta nazista: IL GENERALE INVERNO.

        Circa la centrale di Fukishima, direi addirittura che ha quasi rischiato di fare una bella figura, quanto a sicurezza, perchè la violenza del sisma che colpi la zona fu del 9° grado, il più potente che abbia mai colpito il Giappone e il 4°, in ordine di potenza, mai registrato al mondo, e combinò due potenze assieme, il sisma e il maremoto, violentissimo e con onde che superarono tutti gli ostacoli contribuendo a disattivare tutti i sistemi di sicurezza della centrale, come dire “una sfiga elevata alla 3°

        Circa il rapporto della AIEA, vorrei farle notare, perchè è certo che lei non lo sa, che è l’agenzia ufficiale delle nazioni Unite (detta anche ONU) per l’energia atomica. Cioè una agenzia che costa un sacco di soldi, spesi allegramente dai suoi dirigenti e funzionari, ma che fa ben poco, basta ed avanza vedere la buffonata dellal trattativa con l’Iran per impedire che i barbari barbuti culiinaria si dotino di bombe atomiche

        Io francamente dell’UNU, come è diventata dopo che hanno iniziato ad esserne segretari elementi a cui della pace nel mondo interessa “na sega”, perchè tanto l’ONU è ormai comandata dai paesi mussulmani, dai vari dittatorelli sparsi per il mondo, e più interessata agli stipendi galattici dei dirigenti che non alla pace nel mondo. io non farei associare all’ONU neppure il canile comunale della città dove abito.

        Ti do un suggerimento, se vuole ascoltarlo: per me tu sei un semplice pirlotto che facendo copia incolla da Wikipedia pensa di dare sempre risposte al limite della genialità. L’unica cosa geniale che tu mi induci, è il compatimento per i suoi genitori, che hanno messo al mondo un gaglioffo come te

        • Raoul Pontalti

          Occupati aerei di carta per favore e non di carri armati sia pure in scala HO. Il T34 era un carro medio (poco più di 30 t di peso) e il Panther fu la risposta tedesca a questo carro sovietico di cui mutò la rivoluzionaria geometria della torretta (che consentiva di ridurre lo spessore della corazzatura). Il Tiger I era un’altra cosa (57 t di peso), mentre il Tiger II si rivelò un’autentica ciofeca. Considerato che vivendo prima tra i coyotes e poi tra i canguri un pò’ di quel barbaro idioma che viene dalla perfida isola di Albione dovresti masticarlo, prova a leggere sul sito dell’AIEA le cose relative a Fukushima invece di scrivere boiate in carattere di scoreggia. La sfiga se laprocurarono gli ingegneri giapponesi della TEPCO perché era stata prevista l’eventualità di tsunami spaventosi ed era già stata richiesta la messa in sicurezza della centrale anche sotto questo profilo ma la TEPCO fece il pesce in barile fiera dei propri ingegneri con la testa dei ragionieri che officiavano al dio denaro (quello risparmiato sulla sicurezza, ossia sulla pelle della gente).

          • albertzanna

            CONFERMO
            Ti do un suggerimento, se vuole ascoltarlo: per me tu sei un semplice pirlotto che facendo copia incolla da Wikipedia pensa di dare sempre risposte al limite della genialità. L’unica cosa geniale che tu mi induci, è il compatimento per i suoi genitori, che hanno messo al mondo un gaglioffo come te

          • Raoul Pontalti

            Ricorda o ingengnere tra i canguri che Wikipedia la scorro solo per pescare in castagna i pirlotti come te che vi piluccano, nella versione italiana ovviamente, autentiche castronerie che fedelmente riproducono Ma leggi un testo serio sui mezzi della seconda guerra mondiale e guarda anche gli anni di progettazione, impostazione, entrata in servizio dei relativi mezzi: sono istruttivi. Leggi quanto scrissero i loro ideatori e i loro utilizzatori (ad es. Heinz Guderian autore della famosa e rivoluzionaria opera sull’uso dei mezzi corazzati; Achtung Panzer).

          • albertzanna

            Heylà, pirlotto Pontibas, veramente Bas

            Sei tu che ti basi su Wikipedia. L’ultima volta che io la consultai fu nel 2009, 20 gennaio, giorno della presa in giro dell’insediamento del tuo idolo negro alla Casa Bianca.

            Come dovresti sapere bene, tu che la utilizzi, quella pseudo enciclopedia si vanta che il lettore può modificarne le notizie, affinchè il “popolo” possa attestare le verità che vengono solo dal “popolo sinceramente democratico e innamorato della libertà di espressione”

            Nelle modifiche io scrissi che il ragazzino negrotto aveva frequentato una Madrasa islamica a Jakarta, indonesia, negli anni dell’infanzia, che purtroppo per gli islamici sono quelli in cui i cervelli vengono condizionati, esattamente come è stato fatto con te all’interno di una sezione del PCI/PD

            Inviai la modifica, che venne registrata. Mezza giornata dopo era già stata rimossa, segno evidente che gli occhiuti Grandi Fratelli di Wikipedia poco gradivano che ci fosse uno che osava andare a toccare l’onorabilità adamantina di un personaggio fasullo, che appena eletto ebbe immediatamente in dono il Premio Nobel per la Pace, poi fra lui e la sua associata criminale, in otto anni hanno fatto guerra a mezzo mondo provocando morti a centinaia di migliaia, il tutto insozzando il nome degli Stati Uniti, che non sono certo nella lista dei santi del paradiso, ma neppure nella lista del peggior presidente americano che ha insozzato l’onorabilità di quella carica.

            Questa è Wikipedia. Io non ho bisogno di consultarla per sapere neppure se le mosche volano con le ali o con motori a microgetto. Semplicemente so benissimo che è infarcita di menzogne ideologiche di sinistra e non la consulto.

            Quando alle forze armate tedesche della Wermacht, a parte prendere sempre più le distanze dell’attuale Germania che sotto la Adolfa Merkel mira a costituire il 4° Reich, avendo come alleata la UE, che è quasi peggio della fanatica Angela nata ad Amburgo e che, dall’età di 5 mesi di vita, il padre portò nella DDR dove crebbe, venne indottrinata, negli anni fu iscritta al partito comunista e ricoprì anche vari incarichi direttivi.

            Non ho certo bisogno di consultare la tua adorata enciclopedia per sapere tutto dell’esercito, aviazione e marina naziste, visto che sono tedesco di origine, parlo il tedesco come lingua madre e ho una carriera militare alle spalle proprio maturata sulla analisi e la valutazione di eserciti, armi e strategie belliche.

            Tu invece sei un fasullo, TOTALE, ed un infarcito di pratica comunista, oltretutto facendo parte delle varie organizzazioni criminale della sinistra,tipo cessi sociali, anarchici, antagonisti, black bloc, come te, ecc

            MA SU UNA COSA TI DO RAGIONE, meglio ragionare con un canguro che con te. C’è più intelligenza in un neurone di questo mammifero che in tutta la zucca vuota che separa le tue due orecchie

          • C. M. Scaparrotti ★★★★

            Hai mai dato un occhiata a qualche paragrafo a caso dell enciclopedia sovietica? da quello che scrivi, secondo me, se ti metti a leggere quella roba ti scompisci dal ridere…

          • albertzanna

            io sono ingegnere e progettista, la matematica fa parte del mio lavoro.

            All’epoca della nomina di Mari -o- Monti come pdc (non ci fu nessuna elezione espressione del voto popolare ma solo la pretesa di Napolitano (Napoletame) di imporre la sua volontà sovietica) , venni a sapere che questo laureato della Bocconi, con laurea comprata da papà e nonno (mio cugino si laureò, sempre alla Bocconi un anno prima e conosce benissimo il FASULLO in loden, che lui definisce un mediocre), venne detto che lui, il loden, era autore, assieme ad un economista premio Nobel, del modello matematico Klein Monti, che descriverebbe il comportamento di una banca in regime di monopolio (cosa di per se assurda perchè non esiste una sola banca che possa agire in termini simili ed in contesto anche solo nazionale).

            All’epoca mi procurai quella formula (che fra l’altro è sparita dalla pagina Wikipedia dedicata al fasullo in loden) e la applicai, con dati reali, scoprendo una cosa ridicola: che puoi arrivare a sviluppare la formula matematica solo se utilizzi dati assurdi, cioè situazioni economiche e gestionali che forse potresti trovare nel Paese delle Meraviglie di aliciana memoria
            Ergo, lo steso tipo di politica economica applicata dal suddetto Loden al paese che stava guidando, e che ha fornito la base per l’attuale rovina dell’Italia economica e della produzione industriale.

            Ma all’epoca della apoteosi del Fasullo In Loden, su Wikipedia la formula era pubblicata nella biografia a suo nome. Se si va a cercarla, la si trova in altra pagina, certamente, ma la critica che ne viene fatta è impietosa:

            -assenza del fattore rischio nella funzione di ottimizzazione della banca (assumendo la neutralità al rischio, il problema di ottimizzazione non si configura come scelta della combinazione ottimale rendimento atteso-rischio, ma semplicemente come scelta del livello ottimale del profitto);

            – assenza di relazione diretta tra ottimizzazione dell’attivo e ottimizzazione del passivo;

            – assenza di una prospettiva di scelta multiperiodale;

            – assenza di costi reali nella funzione obiettivo della banca (ovvero nella funzione del valore netto).

            In conclusione una teoria economica basata sul nulla, o sulla fantasia del Monopoli, esattamente il modo di applicare la gestione economica che è tipica del Loden: questo mese produciamo solo scarpe sinistre, poi quando avremo le risorse produrremo anche le scarpe destre.

            Nel intermezzo camminate con un piede scalzo, e se quel piede vi fa male, evitare di camminare, ma i soldi a me come ideatore e gestore del sistema me li dovete dare, anche anticipatamente, …. e mi dovete anche nominare Caro Senatore Leader a vita

      • C. M. Scaparrotti ★★★★

        Un po’ tutto il mondo la pensa come lui su quell argomento, compreso io. Questo non vuol dire che si debba fare la stessa fine di Hitler. Alla fine sia tu che il Hitler siete d’accordo nel dire che l’acqua è bagnata e che 2 più 2 fa quattro, ma questo non vi rende uguali

    • https://www.youtube.com/watch?v=OSHaVH9HhfI Panthera Pardus

      Grazie ad albertzanna mi è finalmente chiaro il perché dell’incidente in Pennsylvania, ridente repubblica socialista sovietica.
      Detto incidente è stata colpa di (cito) “ingegneri sovietici che le progettarono prendevano il 18 politico a tutti gli esami e le discussioni di laurea”

      Sfortuna ha voluto che three miles island (Dauphin County) fosse in Russia e non in USA.

      • albertzanna

        Non è detto che perchè un tipo si definisce pantera, debba per forza anche essere intelligente.

        La centrale di Three Miles Island ha due reattori, il primo entrato in servizio nel 74, tutt’ora funzionante, il secondo nel 78, e tre mesi dopo avvenne l’incidente per un blocco alle turbine di presurizzazione dell’acqua di raffreddamento.
        Non ci furono morti, conseguenza dell’incidente, nè dentro la centrale, nè fuori fra i residenti. il rilascio di elementi radioattivi fu abbastanza modesto, il core e il combustibile nucleare sono stati rimossi ed ora stoccati nel sito dell’Idaho, così smentendo la leggenda che una centrale non possa essere fermata e, con gli anni, depurata. Infatti è previsto che entro il 2030 la centrale possa essere tutta smantellalta quando verrà rimpiazzata da una di ultima generazione Westinghouse, a rischio quasi zero.

        Temo che occorra ben più dell’intelligenza di una pantera per produrre dati, semprechè non adulterati all’uso da parte di gaglioffi come lei, che possano smentire la realtà che quello di Three Miles Island è stato l’incidente più grave, negli USA, praticamente un nulla di fronte a Chernobyl, che ancora oggi ha reso off limits l’intera area, e la nuvola radioattiva si sparse ben oltre la zona dell’incidente.

        Mah, chissà perché tutti ce l’hanno su con voi poveri seguaci di zio Lenin……

        The Three Mile Island Unit 2 (TMI-2) reactor, near Middletown, Pa., partially melted down on March 28, 1979. This was the most serious accident in U.S. commercial nuclear power plant operating history, although its small radioactive releases had no detectable health effects on plant workers or the public. Its aftermath brought about sweeping changes involving emergency response planning, reactor operator training, human factors engineering, radiation protection, and many other areas of nuclear power plant operations. It also caused the NRC to tighten and heighten its regulatory oversight. All of these changes significantly enhanced U.S. reactor safety.

        A combination of equipment malfunctions, design-related problems and worker errors led to TMI-2’s partial meltdown and very small off-site releases of radioactivity.

  • Renzo Fumolo

    Ma quante centrali fotovoltaiche ha costruito l’ENEL ? Poche credo ! Certo perche’ loro gestiscono quelle innumerevoli e costosissime collocate sui tetti delle case degli italiani a spese di questi ultimi …

    • Fabio Giovanzana

      Certo,un grosso business per Marcegaglia,e per Pecoraro Stagno,laddove mi risulta che in quel di Barletta,abbia una fabbrica di pannelli fotovoltaici….pagato in “bolletta” da tutti gli altri!!
      A parte tutto,a parte il costo per la comunità tutta,a vantaggio di coloro che li installano,”tutto sommato”(manutenzione,costo di smaltimento….che nessuno considera nei conteggi….e che fra 10 anni verranno al “pettine”),”rendono” SOLO SE UNO AUTO-CONSUMA L’ENERGIA NEL MOMENTO IN CUI VIENE PRODOTTA.
      Come detto altre volte,non risolvono il problema,in quanto costringono il “sistema” a tenere comunque ATTIVE delle centrali “tradizionali”,per cui….

  • carlo

    la vecchia URSS ha lasciato in giro solo dei rottami, sia nel senso tecnico del termine, sia soprattutto nel senso dell’uomo come essere umano pensante in quanto tale … visto e assodato di come gli eredi politici e della loro leadership che hanno al potere oggi li in Russia.
    infatti essi sono soltanto in grado in primo luogo, solo di costruire ordigni di guerra più o meno efficienti e competitivi per mezzo della loro industria della difesa.
    ma incapaci di gareggiare industrialmente dove servirebbe, non essendo infatti in grado di costruire una buona auto, piuttosto che un buon computer, un buon orologio, un buon elettrodomestico e
    così via …
    capacità di riconversione che ebbero i giapponesi piuttosto che i tedeschi o gli italiani quando persero la guerra e si riscattarono dalla loro condizione di perdenti costruendo buoni e ottimi prodotti per il consumo civile umano. che in quel modo si affrancarono anche dalle brutalità e dai crimini commesse dai loro genitori sui vari fronti di guerra.

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      Gli incidenti nucleari nell’URSS non si contavano più. E nemmeno i cimiteri (e pensiamo solo ai sottomarini) conosciuti e sconosciuti. Se non saltava l’URSS probabilmente oggi ogni metro quadrato del territorio era contaminato.

      • carlo

        non dimentichiamo che la più grande tragedia occorsa ad una centrale nucleare mai accaduta fu proprio quella di Chernobyl che, anche se ad addebitare più ad una serie di errori di valutazione e una catena di concause umane che tecnica, rispecchiò comunque senza dubbio una certa sciatteria irresponsabile tipica di quel passato regime e di quella gente.

        • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

          La stessa Pravda con suo articolo del 17 luglio 2006 – Nel 1954 l’Unione Sovietica sperimento’ la bomba atomica sui soldati dell’Armata Rossa! – si era chiesta … Quanti oceani di sangue sovietico sono stati versati in nome dell’ideale comunista? Ricordiamo solo alcuni dei momenti piu’ drammatici della storia dell’Unione Sovietica caratterizzati da vere e proprie ecatombi di vite umane: la guerra civile susseguente alla Rivoluzione d’ottobre, la collettivizzazone forzata e la relativa fame organizzata dal regime comunista negli anni ’30, le purghe staliniane degli anni 1937/38, i milioni di cittadini sovietici spariti nei labirinti dei gulag, la deportazione in Siberia di intere classi sociali e popoli, nonche’ la Seconda guerra mondiale, o meglio, come viene definita in Russia, la Grande guerra Patriottica …

          • carlo

            senza contare le tantissime morti causate dagli esperimenti della corsa nello spazio negli anni cinquanta e sessanta mai resi pubblici perché segretati dallo stato sovietico, esistono prove audio circa intercettazioni di quei tragici incidenti nello spazio occorsi a quei cosmonautici sovietici del tempo tragicamente periti, non di meno come i tanti fallimenti in altri campi come il nucleare di cui sopra ricordato. anch’essi tutti coperti dal segreto di stato sovietico.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            A tal proposito Famiglia Cristiana (Urss, la verità sui test atomici) … Nel Nord Est del Kazakhstan c’è Semipalatinsk, il sito di esperimenti nucleari dell’Urss: 616 esplosioni tra il 1949 e il 1989. Ecco quel che resta … Il sito di sperimentazione nucleare è cominciato a sorgere nella regione di Semey nel 1948, dopo un sopralluogo e un rapporto in cui si legge che si trattava di 18.000 km2 di steppa deserta. Niente di più falso: in quel territorio, che apparteneva alle regioni di Pavlodar e Karaganda, c’erano 19 distretti con villaggi abitati. Un Museo conserva la memoria di scelte disumane. Ci sono teche con organi di animali con innaturali deformità e anche con materiale umano di cui scegliamo di non parlare …

  • antonio maria cacciapuoti

    dopo Fukushijma a mio parere non c’è altra via che lasciare il pianeta, Con calma ma lasciarlo. non mi stupirebbe che qualche guerra già in essere sfociasse in un conflitto nucleare su scala locale. Non cambierebbe certo il futuro della Terra.

  • Raoul Pontalti

    Mah…Io sull’Ararat ci sono stato ma l’Arca non l’ho proprio vista e neanche le impronte di Noè (che sui ghiacci eterni di quel monte si sarebbero pur dovute conservare…) e dunque non è quel monte che con il suo fratellino (il Piccolo Ararat) domina l’omonma piana attaversata dall’Arasse fino anche alla provincia armena di Armavir dove sorge la centrale in questione ad aver assitito all’incagliamento di Noè con i suoi parenti e le sue bestie. La centrale è un problema dai tempi dell’URSS ma non a causa dei terremoti (quello che ne determinò in un primo tempo la chiusura prudenziale in realtà non vi produsse danni) ma dell’obsolescenza dell’impianto stesso sotto ogni profilo, compreso quello della sicrezza. Dalla centrale in questione io mi tenni a prudente distanza evitando in zona di assumere cibo locale e di bere acqua locale,ma da quanto mi raccontarolo i locali (2001) non risultavano particolari problemi legati a rischi di collasso della struttura. Rimane il problema che una struttura obosleta e che comunque ha concluso il suo ciclo vitale programmato è un rischio per gli operatori e per l’ambiente circostante e va quindi dismessa, smantellata e il sito messo in sicurezza (infrequentabile per secoli: una conseguenza dell’ingegneria imbecille che considera i vantaggi immediati e a breve termine di un’opera e non i costi complessivi che comprendono l’ambiente e la salute umana e che si protraggono nel tempo, vedasi anche il caso dell’amianto, spacciato dagli ingegneri come il non plus ultra dei materiali versatili e impiegato in svariati manufatti e che ora ci costa sforzi economici immani per liberarcene).

  • Pietro M.

    Ci sono tre tipi di fonti di energia:
    1) Alternative (solare, eolico, …)
    2) Chimica (petrolio, carbone, gas)
    3) Nucleare (fissione (uranio, torio), fusione (idrogeno))

    1) Alternative: non sono neanche lontanamente sufficienti per i bisogni dell’umanita’. E gli investimenti enormi fatti in questi anni per pale e pannelli potrebbero aver influito su questa crisi economica che sembra non finire mai.

    2) Chimica: l’energia che lega gli atomi e’ relativamente debole, quindi per produrre l’energia che ci serve sono necessarie quantita’ mostruose di materia prima (8 Gt di carbone, cioe’ 8 giga-tonnellate = 8.000.000.000 tonnellate all’anno), e l’inquinamento…

    3) Nucleare: questa e’ l’unica soluzione che ha l’umanita’. In particolare usando il torio. Non si ha inquinamento chimico, sono necessarie quantita’ di materia prima migliaia di volte inferiore rispetto al carbone, e le scorie sono un problema gestibilissimo.

    P.S.: il carbone contiene impurita’ radioattive, che vanno direttamente nell’atmosfera. La loro quantita’ e’ enorme, quindi il carbone e’ molto piu’ radioattivo del nucleare!

    • Raoul Pontalti

      A parte l’acqua come fonte di energia elettrica (Idroelettrica appunto) vorrei sapere su quale sito bufalaio hai letto che il torio non darebbe inquinamento “chimico”. I composti del torio non sono solubili, questo è vero, ma ciò non significa che laddove vengano lavorati non si abbia rilascio di torio nell’aria i forma di polvere on rischio grave per la salute . Il torio è epatotossico, cancerogeno e mutageno e inoltre Th-231 decade a Radon-220 (gas radioattivo) .

      • best67

        sì!ma è più sicuro dell’attuale combustibile nucleare,è più abbondante dell’uranio e in 500 anni la sua radioattività decade!dirai te,”li aspetti tu 500 anni?no!però rispetto ai 24.000 anni che occorrono ad altro combustibile atomico..!

      • Pietro M.

        Il Radon 220 decade molto velocemente: si dimezza ogni 55 secondi. Il torio è epatotossico, cancerogeno e mutageno, certo. Pero’ viene usato in quantita’ irrisorie, non viene bruciato, e non ci sono fumi rilasciati nell’atmosfera.
        Il carbone, invece, contiene impurita’ di arsenico, uranio, torio, … , che vengono rilasciate nell’atmosfera in quantita’ enormi, e rendono l’ambiente vicino una centrale a carbone 100 volte piu’ radioattivo di quello vicino una centrale nucleare!

  • C. M. Scaparrotti ★★★★

    È impossibile fare questi discorsi senza subire una offensiva ideologica ai danni di chi non dice che l’energia atomica è il diavolo. Io su questo tema dovetti capitolare molti anni fa. forse sono scemo ma io ho trovato questo articolo un po’ consolante.