Pro-choice activists hold signs in response to anti-abortion activists participating in the "March for Life," an annual event to mark the anniversary of the 1973 Supreme Court case Roe v. Wade, which legalized abortion in the US, outside the US Supreme Court in Washington, DC, January 18, 2019. (Photo by SAUL LOEB / AFP)

200mila a Washington per la vita
ma la stampa democratica li ignora

Circa duecentomila americani hanno preso parte, venerdì, alla 46esima edizione della March of Life, la marcia dei “pro-life” contro l’aborto che si tiene ogni anno dal 1974 al National Mall di Washington D.c in risposta alla storica sentenza Roe contro Wade dell’anno prima con la quale la Corte Suprema degli Stati Uniti depenalizzava l’aborto in tutto il Paese. Da allora, il dibattito sull’aborto negli Stati Uniti non si è mai placato e tutti gli anni decine di migliaia di persone prendono parte all’evento organizzato dal March for Life Education and Defense Fund che chiede il rovesciamento della Roe v. Wade.

Jeanne Mancini, presidente di March for Life, ha dichiarato dal palco che il Paese è stato “cambiato per sempre” dalla Roe v. Wade. “Da quel momento, abbiamo perso oltre 60 milioni di bambini e bambine” ha detto “e molte madri e padri si sono pentiti di essere stati coinvolti in casi di aborto. Stiamo marciando per porre fine al più grande abuso sui diritti umani del nostro tempo, l’aborto”, ha aggiunto Mancini. 

Anche quest’anno la manifestazione è stata un enorme successo in termini di partecipazione ma i media europei e progressisti l’hanno snobbata e bellamente ignorata. Comunque la si pensi su un tema così delicato come l’aborto, se in piazza fossero scese femministe – come è già accaduto – o gli oppositori di Donald Trump, la copertura mediatica sarebbe stata certamente diversa e ben più generosa. Su La Repubblica e Corriere della Sera, per esempio, dei duecentomila di Washington non c’è traccia. Inesistenti. 

Il messaggio di Pence e Trump ai “pro-life”: “Non fermatevi”

Il vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence ha aizzato la folla della March for Life. “Ciao, America” ha esordito con la moglie al suo fianco. “È una gioia per noi essere con voi oggi. Mia moglie è molte cose”, ha continuato il vicepresidente. “È una madre, è una sostenitrice della famiglia, ha viaggiato attraverso questo Paese, è persino un’insegnante d’arte in una scuola cristiana. E non potrei essere più orgoglioso di lei, mia moglie, Karen Pence”.

“Ci riuniamo qui oggi perché sappiamo che abbiamo ancora molto lavoro da fare”, ha proseguito il vicepresidente, prima di introdurre il video-messaggio di Trump. “Vi esortiamo a rimanere forti. Sappiate che rimarremo con voi fino a quando verrà quel grande giorno in cui verrà ripristinata la santità della vita al centro della legge americana”.

Il presidente ha parlato della dignità di ogni vita umana, della bellezza e dell’anima umana vista negli occhi di un neonato e della “maestosità della creazione di Dio”. “Sappiamo che ogni vita ha un senso e che ogni vita deve essere protetta”, ha sottolineato il presidente, impegnandosi a difendere il diritto alla vita. “Ogni bambino è un dono sacro di Dio”, ha ribadito The Donald. “Ogni persona è unica sin dal primo giorno” allacciandosi al tema di questa edizione: “Unico dal primo giorno: Pro-life è pro-scienza”.

Americani divisi sull’aborto

“L’opinione sta cambiando, esiste una maggioranza degli americani favorevoli a restrizioni sull’aborto” spiega Federica Paparelli a Vatican News che, come guida al Santuario nazionale di San Giovanni Paolo II a Washington, in questi giorni ha accolto i pellegrini giunti nella città americana per la grande marcia. “Esiste una maggioranza di americani favorevoli all’imposizione di restrizioni sull’aborto e questo è già espressione del fatto che la mentalità sta cambiando” ha affermato.

Le opinioni degli americani sulla questione dell’aborto continuano a essere polarizzate nei due schieramenti: secondo un recente sondaggio di Gallup, il 48% si identifica come “pro-choice”, il 48% come “pro-life”, mentre la metà degli americani continua a sostenere che l’aborto dovrebbe essere legale in alcune circostanze. I duecentomila in piazza a Washington dimostrano quanto il dibattito su temi etici come l’aborto negli Stati Uniti sia più vivo che mai. Che questo sulla stampa dem e progressista faccia notizia o meno, poco importa.